Approvata la legge "Salva Borghi"


06/10/2017

Dopo tre legislature in cui è stato a un passo dall'approvazione, il ddl Piccoli Comuni - detto "Salva Borghi" - è finalmente diventato legge. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro da destinare tra il 2017 e il 2023 a circa 5.600 comuni italiani che hanno come caratteristica peculiare quella di avere una popolazione non superiore ai cinquemila abitanti. I borghi rappresentano la maggioranza dei comuni del nostro paese e occupano più del 50% del territorio italiano, per una popolazione complessiva di oltre 10 milioni di persone. Sulla possibilità di beneficiare dei finanziamenti, tuttavia, vi sono altri parametri da considerare: non solo i comuni in questione devono essere collocati in aree interessate da fenomini di dissesto idreogeologico oppure caratterizzati da una marcata arretratezza economica, ma ad incidere sono anche fattori quali il decremento demografico e le condizioni di disagio insediativo.

Il senso di questa legge sta ovviamente nella volontà dello Stato di promuovere lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale di questi comuni, incentivando la valorizzazione del loro patrimonio naturale, rurale, storico, culturale e immobiliare. L'obiettivo è favorire la permanenza della popolazione nei piccoli comuni, evitando il rischio dello spopolamento e l'emergere dei cosiddetti borghi-fantasma, oltre che favorire il turismo. Nel piano degli interventi previsti - uno dei primi riguarderà la difusione della banda ultralarga - uno dei settori più interessati è quello immobiliare: la legge, oltre che incentivare il recupero dei centri storici, consente ai comuni di riqualificare immobili per contrastare l'abbandono di terreni ed edifici, oltre che di acquisire o stipulare intese per il recupero di case cantoniere e tratti ferroviari. In merito alle attività produttive, infine, i comuni interessati potranno promuovere il consumo e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile. Un aspetto importante, considerato che proprio dai borghi italiani proviene la quasi totalità dei prodotti a marchi DOP e IGP italiani. 

Si tratta di un importante passo avanti nella tutela del patrimonio storico-culturale e immobiliare del nostro paese e che tocca da vicino anche il nostro territorio, non solo quello della Vallesina ma in generale delle Marche, una regione costituita soprattutto da piccoli borghi che per la loro storia e per la loro bellezza vanno assolutamente difesi e valorizzati.