Tipologie di immobili: la casa colonica


26/03/2019

Per agevolare la comprensione dei nostri clienti durante la ricerca degli immobili residenziali sul nostro sito e sui portali di settore, abbiamo creato una rubrica dedicata alle tipologie di immobili e alle loro rispettive caratteristiche. Dopo aver parlato del cielo terra, dell'attico e della villetta a schiera, ci occupiamo di una tipologia di abitazione che è collegata alla tradizione agricola del nostro territorio e del nostro paese: la casa colonica.
 
Le case coloniche, note anche come case rurali o casolari, sono poderi che in passato erano legati alla mezzadria, dove chi vi abitava - il colono - non era il proprietario dell'immobile e del relativo fondo. Il colono, infatti, era vincolato al proprietario da un contratto che imponeva per il primo la coltivazione del fondo e la consegna del 50% del raccolto al secondo, il quale, dal canto suo, si impegnava a pagare le spese relative a prodotti per la lavorazione del fondo e alle spese di manutenzione ordinaria della casa.
 
Questi ampi casolari, costruiti in pietra o in muratura, solitamente si sviluppanvano su due o più livelli, con un tetto a spiovente rivestito da tegole tipicamente in laterizio. L'intero edificio doveva comprendere tutto ciò di cui necessitava la vita agricola, dunque oltre agli spazi abitativi dovevano essere sempre presenti spazi per la coltivazione, l'allevamento e tutte le operazioni tipiche della realtà contadina.
 
Tradizionalmente lo spazio abitativo era posto al piano rialzato e comprendeva una cucina con un ampio focolare che aveva la funzione di riscaldare l'intera casa, alcune camere che venivano divise per famiglie, una sorta di magazzino in cui era presente un letto per chi veniva da fuori ad aiutare nei lavori, nonché alcuni attrezzi di cui si aveva particolare cura, infine il loggiato in cui venivano riposti alcuni prodotti alimentari. Al piano inferiore, invece, si trovavano la stalla, il segatoio e la cantina. 
Intorno all'abitazione erano sempre presenti tutti gli annessi: dal pollaio al porcile, dalla rimessa per gli attrezzi agricoli alla concimaia, dal forno per cuocere il pane al pozzo da cui prendere l'acqua.
 
Oggi questa tipologia di immobile viene spesso scelta per fuggire dal caos della città e recuperata in modo da renderla abitabile e confortevole. Ovviamente, qualora i proprietari non siano agricoltori, per essere "ufficialmente" decretato come abitabile, l'immobile deve avere destinazione d’uso residenziale. Infatti, non è possibile vivere in un’abitazione rurale a meno che il residente non sia un agricoltore professionista perché il DPR 380/2001 distingue nettamente tra edifici a destinazione d’uso residenziale, dove è possibile abitare per chiunque, ed edifici con altre destinazioni d’uso. Se l’edificio rurale non è residenziale occorre quindi eseguire tutte le procedure legate al cambio di destinazione d’uso.